Ho osservato e riflettuto parecchio sulle frasi che la gente scrive su Facebook. Poi sono sparito per un po'. Sono tornato. Sono sparito.
Ho riscoperto quanto sia magnifico vivere al di là del monitor. La bici, le passeggiate, campagna, spiaggia, foto, viaggi, amici...
Mi fa piacere ricevere pochi "Mi piace". Sì, sono uno di quelli che ne ricevono davvero pochi, spesso nessuno. Accade perché vengo considerato un "provocatore", uno che aggiunge commenti "scomodi". Ecco perché spesso non ricevo risposta.
Quello che scrivo è quello che penso realmente. A volte anche io riporto delle frasi. Non molto spesso, anzi, raramente.
Credo che valgono molto le mie, quelle personali. Perché sono "mie", le ho pensate e scritte io. Io le ho create.
Sono "scomode" per questo.
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giovedì, novembre 22, 2012
Là fuori...
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venerdì, agosto 20, 2010
Un'altra volta
Leggevo il n°63 di Dylan Dog poco fa.
Ed ecco che salta fuori questa sequenza di pensieri che riporto:
p.49
Dylan Dog:
"Ecco, l'ideale per un'anima in pena....
Groucho, credo di essermi innamorato un'altra volta..."
-----------------------------
Dylan Dog:
"Kim... non so perché, ma mi fa pensare all'America...
e mi sembra di averla già persa, senza neanche averla trovata..."
-----------------------------
p. 87
Gatto nero:
"...perché l'amore è una cosa strana, che dà la vita e muore,
che ogni volta sembra eterno e ogni volta finisce..."
-----------------------------
E mi domando se è un ciclo eterno oppure no.
Se esista o meno il riflesso di me in un'altra forma che appena sfioro si agita per me e io per lei.
...e mi fa male...
...tanto male...
Ed ecco che salta fuori questa sequenza di pensieri che riporto:
p.49
Dylan Dog:
"Ecco, l'ideale per un'anima in pena....
Groucho, credo di essermi innamorato un'altra volta..."
-----------------------------
Dylan Dog:
"Kim... non so perché, ma mi fa pensare all'America...
e mi sembra di averla già persa, senza neanche averla trovata..."
-----------------------------
p. 87
Gatto nero:
"...perché l'amore è una cosa strana, che dà la vita e muore,
che ogni volta sembra eterno e ogni volta finisce..."
-----------------------------
E mi domando se è un ciclo eterno oppure no.
Se esista o meno il riflesso di me in un'altra forma che appena sfioro si agita per me e io per lei.
...e mi fa male...
...tanto male...
mercoledì, luglio 07, 2010
Rallenta
"...correvo come un matto
tutti gli altri eran davanti,
cos'è che non va?
Brutta storia dico corro corro
e resto sempre in fondo
sono fuori allenamento
oppure è allenato il mondo?..."
Così è arrivato il momento di un nuovo break per accogliere quello che mi suggeriva mio fratello: rallenta.
Anche Odifreddi disse di voler scendere dalla giostra...
C'è stato un periodo della mia adolescenza in cui non credevo nello stress, mi facevo beffa di esso...
Malanni fisici? Cosa sono?
Ora mi devo controllare perché lo stress è una brutta bestia e non posso arrendermi sapendo che c'è gente come me
lotta per sopravvivere mentre io posso vivere... con i miei problemi, con i miei guai, inquietudini... ma vivere.
-----
"Fu così che lasciai la gara
e resto lì
per andare con il passo mio..."
Spesso è utile vedere la gara al rallentatore.
Guardare gli altri mentre si agitano, sorridere, prendersi del tempo per svolgere i propri doveri.
Ti passano accanto, alcuni ti guardano come pensierosi e convinti di fare meglio di te,
altri orgogliosi a giusta regola, altri ancora indifferenti...
Ma io ho la mia vita.
Quattro mura per impegnarsi, volti indifferenti, volti amici...
Fuori è diverso.
-----
"Io non vado da nessuna parte
io sto andando e basta..."
E se voglio rallentare?
E se voglio preoccuparmi dell'essenziale e non di tutto?
Non vuol dire perdersi...
semplicemente andare...
andare avanti...
P.S.: le frasi in corsivo sono tratte dal testo di una canzone di Ligabue, "Fuoritempo", una delle mie preferite.
tutti gli altri eran davanti,
cos'è che non va?
Brutta storia dico corro corro
e resto sempre in fondo
sono fuori allenamento
oppure è allenato il mondo?..."
Così è arrivato il momento di un nuovo break per accogliere quello che mi suggeriva mio fratello: rallenta.
Anche Odifreddi disse di voler scendere dalla giostra...
C'è stato un periodo della mia adolescenza in cui non credevo nello stress, mi facevo beffa di esso...
Malanni fisici? Cosa sono?
Ora mi devo controllare perché lo stress è una brutta bestia e non posso arrendermi sapendo che c'è gente come me
lotta per sopravvivere mentre io posso vivere... con i miei problemi, con i miei guai, inquietudini... ma vivere.
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"Fu così che lasciai la gara
e resto lì
per andare con il passo mio..."
Spesso è utile vedere la gara al rallentatore.
Guardare gli altri mentre si agitano, sorridere, prendersi del tempo per svolgere i propri doveri.
Ti passano accanto, alcuni ti guardano come pensierosi e convinti di fare meglio di te,
altri orgogliosi a giusta regola, altri ancora indifferenti...
Ma io ho la mia vita.
Quattro mura per impegnarsi, volti indifferenti, volti amici...
Fuori è diverso.
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"Io non vado da nessuna parte
io sto andando e basta..."
E se voglio rallentare?
E se voglio preoccuparmi dell'essenziale e non di tutto?
Non vuol dire perdersi...
semplicemente andare...
andare avanti...
P.S.: le frasi in corsivo sono tratte dal testo di una canzone di Ligabue, "Fuoritempo", una delle mie preferite.
martedì, giugno 24, 2008
Mentalità
E' da un pò di tempo che frulla in mente questa idea che ormai mi son fatto.
Del mio paese. Della mia terra.
Si dice (chi?) che abbiamo buone menti in Italia. Opere letterarie, matematiche, teorie di ogni tipo ne sono testimonianza... questo per rispondere al "chi?" di prima.
Pochi emergono. Tanti emigrano. Troppi rimangono...
E' questione di menatlità... si dice anche questo... e su questo luogo comune ci ho riflettutto molto ultimamente... non è proprio un luogo comune... è proprio vero... è mentalità...
Magari uno nasce con il pensiero di essere qualcuno, di essere onesto, di divenire chissà chi... poi cresce e nota che la scuola è un disastro, i parenti ancorati ad arcaici pensieri, gli amici la cui massima aspirazione è quella di "farsi" una ragazza e lo pensano in tutti i modi più volgari possibili, politic e preti che parlano di onestà, amore, fratellanza e qualcuno di meritocrazia e poi scopri il clientelismo, il guadagno disonesto, le preferenze, le invidie e la meritocrazia va a farsi fottere... meglio l'amicizia di "certa" gente e l'inettitudine ed i favori che il bene comune...
Un individuo nasce con i suoi buoni propositi, speranze, idee, fiducia...
ma poi crescendo si adegua al mondo di cui è circondato...
AL DIAVOLO VOI E LA VOSTRA MENTALITA'!!!
No! Non vi preoccupate di cacciarmi... a quel paese ci andrò da solo... almeno questo lo farò con le mie gambe...
Del mio paese. Della mia terra.
Si dice (chi?) che abbiamo buone menti in Italia. Opere letterarie, matematiche, teorie di ogni tipo ne sono testimonianza... questo per rispondere al "chi?" di prima.
Pochi emergono. Tanti emigrano. Troppi rimangono...
E' questione di menatlità... si dice anche questo... e su questo luogo comune ci ho riflettutto molto ultimamente... non è proprio un luogo comune... è proprio vero... è mentalità...
Magari uno nasce con il pensiero di essere qualcuno, di essere onesto, di divenire chissà chi... poi cresce e nota che la scuola è un disastro, i parenti ancorati ad arcaici pensieri, gli amici la cui massima aspirazione è quella di "farsi" una ragazza e lo pensano in tutti i modi più volgari possibili, politic e preti che parlano di onestà, amore, fratellanza e qualcuno di meritocrazia e poi scopri il clientelismo, il guadagno disonesto, le preferenze, le invidie e la meritocrazia va a farsi fottere... meglio l'amicizia di "certa" gente e l'inettitudine ed i favori che il bene comune...
Un individuo nasce con i suoi buoni propositi, speranze, idee, fiducia...
ma poi crescendo si adegua al mondo di cui è circondato...
AL DIAVOLO VOI E LA VOSTRA MENTALITA'!!!
No! Non vi preoccupate di cacciarmi... a quel paese ci andrò da solo... almeno questo lo farò con le mie gambe...
lunedì, dicembre 24, 2007
lunedì, dicembre 10, 2007
Tra la perduta gente
Sono un appassionato della Divina Commedia. Mi son sempre immaginato sto percorso di discesa agli inferi, di stasi del purgatorio e di risalita verso la visione celestiale di Dio.Certo, spesso l'ho fatto con la mente di un bambino e così continuo a farlo ancora. Non ho smesso di immaginare questo viaggio e tante e tante volte ho immaginato chi e quali posti potrebbero occupare le persone che conosco. A parte il fatto che facendo la conta dei miei peccati io son sicuro di finire all'inferno, magari creeranno un girone fatto apposta per me. No... sarebbe troppo, non ne varrebbe la pena. Però già immagino quel prete nell'inferno con me. Forse sarebbe quello il mio inferno. Forse proprio quello: circondato di persone stolte... che brutta cosa.
Probabilmente passerei da un girone all'altro perchè, penso, di non aver sorvolato qualche peccato... vabbè... a parte quello degli omicidi... e qualcun'altro... probabilmente passerò da un girone all'altro e farò anche il girone di ritorno!
Parlo per me... della Divina Commedia il posto più "bello" è l'inferno... mi affascina proprio perchè è così pieno di misteri, incognite, esseri fuori dalla nostra concezione terrena.
-------------------
Volevo fare un appunto sulla tv. Sì il nostro inferno terreno. Qualcuno avrà sicuramente visto la prima puntata di Begnini che spiegava e narrava la commedia di Dante. Sono stato, stranamente, due ore attaccato alla tv senza pause, tutto d'un fiato. Ecco la televisione che mi piace. Non le donne nude, no i fondoschiena al vento, non le stupidaggini delle isole dei "lagnosi" o dei grandi fratelli (che sembrano aver sostituio i nostri di fratelli...). Finalmente una tv per "imparare", un tv per la conoscenza! Che gioia... eh si... dopo tanto tempo ho gioitp anche io della tv.
La mia gioia è stata però breve... quando ho sentito che la Divina Commedia passava in seconda serata... delusione... mi son detto.... e i bambini? Chi fino ad ora era rimasto estasiato? Forse Dante rende meno delle "isole" e delle donne nude? Certo! Perchè questo ci meritiamo.
I bambini non potranno vedere tutti le altre puntate di tanta cultura perchè, giustamente, dovranno andare a dormire; gli adolescenti seguiranno con meno lucidità a quell'ora...
Siamo diventati succubi e silenziosi spettri di una tv che ci comanda... liberate la tv... lo paghiamo il canone.. siamo noi che dovremmo decidere di buona parte dei programmi... lasciateci la cultura!!! Lasciateci liberi di imparare... di scegliere, di apprendere!!!
"Fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza"
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sabato, agosto 11, 2007
Un discorso maturo
Ammetto di non averci pensato prima. Davvero non ci ero arrivato.
Quest'oggi mi è capitto di fare un bel discorso con mia sorella, di quelli che alla fine capisci di esser cresciuto, che alla fine ti lascia il buon sapere di aver imparato qualcosa.
Sventolavo un quotidiano in cui si parlava di un prete che parlava di essere felice di essere gay. Ed io che lo sventolavo dicevo: "Vedi? Questo ha avuto il coraggio di dire come stanno le cose!". Mia sorella poi, mi riferisce del fatto che le sembra una contraddizione un prete gay. Io mi stavo già turbando quando ha cominciato a spiegarmi che se la Chiesa non vuole che tra le sue file ci sia gente con determinte caratteristiche allora che queste persone che non le posseggono che ne uscissero fuori, si fa con ogni tipo di gruppo di persone che scelgono di aggregarsi no? D'atronde nessuno le obbliga a starci dentro. L'istituzione Chiesa dà la possibilità di scegliere di stare dentro o fuori, non c'è nessun obbligo di stare nè da una parte nè dall'altra. E' inutile che uno se ne esca fuori col fatto di essere gay... se è incompatibile con la Chiesa... perchè stare ancora dentro?
Giusto...
Quest'oggi mi è capitto di fare un bel discorso con mia sorella, di quelli che alla fine capisci di esser cresciuto, che alla fine ti lascia il buon sapere di aver imparato qualcosa.
Sventolavo un quotidiano in cui si parlava di un prete che parlava di essere felice di essere gay. Ed io che lo sventolavo dicevo: "Vedi? Questo ha avuto il coraggio di dire come stanno le cose!". Mia sorella poi, mi riferisce del fatto che le sembra una contraddizione un prete gay. Io mi stavo già turbando quando ha cominciato a spiegarmi che se la Chiesa non vuole che tra le sue file ci sia gente con determinte caratteristiche allora che queste persone che non le posseggono che ne uscissero fuori, si fa con ogni tipo di gruppo di persone che scelgono di aggregarsi no? D'atronde nessuno le obbliga a starci dentro. L'istituzione Chiesa dà la possibilità di scegliere di stare dentro o fuori, non c'è nessun obbligo di stare nè da una parte nè dall'altra. E' inutile che uno se ne esca fuori col fatto di essere gay... se è incompatibile con la Chiesa... perchè stare ancora dentro?
Giusto...
martedì, luglio 17, 2007
Amicizia... quando serve
Nugli ultimi anni ho notato ancor di più quanto sia facile differenziarsi dalla gente comune. Quanto sia difficile essere se stessi chiedendosi al contempo se non si stia facendo qualcosa di sbagliato nei confronti degli "altri". Ma agli "altri" non importa chi sei tu e ti considera una persona da parlarci quando sei solo perchè non ti ci vede nessuno o quando hai un certo peso nella società perchè magari potresti guadagnarci qualcosa.Io purtroppo ho ancora rancori verso alcune persone. Probabilmente sbaglio. Questo è un sintomo che non sto facendo bene. Melo ripeto ogni giorno: "Fottitene di questi altri!".
Prendi l'iniziativa su qualcosa, c'è sempre qualcuno che ti ostacola, ma non fa niente perchè fa parte del gioco. Crei delle situazioni fantastiche, guidi alla rinascita o alla nascita di un bel pò di iniziative, sei parte degli altri in quel momento, sei uno da coinvolgere e vieni coinvolto sempre.
Il problema è... quando cominci a ragionare per conto tuo... le tue idee allora cominciano a fare paura perchè non sono "standard". Cominci ad essere un visionario e gli altri diventano gli "altri". Si allontanano, hanno paura, non di te o forse anche, si trovavano bene nella situazione precedente e perciò non si cambia per loro.
E rimani solo.

Ma non è un problema per te. E' un problema quando gli "altri" creano delle iniziative e tu non ci sei più tra loro. Non ti chiamano più, non ti avvisano, tanto bastano quelli che hanno, basta la loro cerchia, la loro setta, tu non sei più uno di loro. Per poter continuare ad esserlo devi frequentarli continuamente, ma io non ne ho il tempo. Allora li avverti affinchè ti avvisino, ma niente... niente, tu non ci sei più.
Eppure hai organizzato tanto in passato: sport, musica, escursioni, serate...
Non pretendo grazie o complimenti... solo un semplice... ciao, stiamo organizzando questa tal cosa, vuoi partecipare?
Segue una serie di frasi fatte:
- Il passato è passato;
- Chi ha orecchie per intendere intenda.
Eppure io mi son fatto sentire.
Eppure gli "altri" mi conoscono.
Ho ancora dei rancori. Lo so sto sbagliando ancora...
venerdì, luglio 13, 2007
VIAGGIO DISTANTE
Viaggio distantemi sento pesante
scivolo verso il fiume
Rosso nell'ombra
esco in penombra
vigilo e penso a me
Anche se non reggo
un attimo di più
Il bisogno di scappare
mi ha spinto ancora più sù
ed ora che ci sei anche tu
Non ho tempo
non ho voglia
di sentirlo ancora
Viaggio dentro
viaggio in due
lontano dalle cose sue
Ma di più
lascio che lasci anche me
Ci sei tu
un volo più veloce che c'è
Sole calante
sale distante
solo sull'orizzonte
Scivola un'ombra
lungo la terra
tra poco è notte immensa
Anche se non vedo
al di là del fiume
sono immerso nella nebbia
non vedo gli angoli bui
niente più niente su lui...
P.S. è una canzone che ho scritto il 23 giugno 2007 alle 19:00
ed è un viaggio immaginario con la mia ragazza per allontanarmi
da "lui"... chi mi conosce e ha letto i miei post conosce chi è "lui"
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