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mercoledì, novembre 11, 2020

Libera nel tempo

 Quando si approssima l'inverno, quando le mani si raffreddano facilmente ti accorgi che ti manca qualcuno.

La nonna mi scaldava le mie manine nelle sue in un inverno lontano negli anni.

Ricordi.

Quelle piccole cose, quei piccoli segreti che ti fanno tornare indietro nel tempo...



Con le cuffie ascolto... "Libera, libera la tua mente, prima che si liberi di te..."



martedì, settembre 15, 2015

Le ferite del cuore

Le ferite del cuore
se ne vanno
lentamente.

Ne passerà di tempo,
il tempo di scordarle.

Intanto tornano
quando penso ai ricordi,
quando guardo quelle foto
e le lego a dei pensieri;
le nostre piccole cose.

lunedì, ottobre 29, 2012

Maledetti ricordi

Quando avrò superato lo scoglio dei ricordi,
solo allora potrò spiccare il volo,
buttarmi giù senza paura...

lunedì, gennaio 31, 2011

Nuova passeggiata...Nuova riflessione

Era da un bel po' ce non passeggiavo in comagnia di un amico.
Altro grande amico d'infanzia.
Quanto bene fa passeggiare: ti rilassa, ti fa capire che ci sono buone per cui vale vivere la vita, che ci sono amici che si farebbero in 4 per te, che c'è qualche sfigato come te, che siamo tutti in un calderone, che gli anni belli son passati, che la sfiga no, che tu sei cambiato, che assieme puoi gridare verso questo fottuto mondo, che fino a 25 sei il migliore del mondo... dopo sei solo sfigato.

Tutto questo è bello!

Perchè, dopo tutto, sentirsi fra gli ultimi dà la sensazione di ripartire dal fondo: di poter ripartire! E' un mordente capite?

Ma ci sono anche cose negative? (Perché qulle di prima erano positive?)
Cioè...
Che camminare con un amico non ha confronti, ti fa rivivere il passato, ti dà un impulso a ripartire... ma è come un sogno... dopo c'è la realtà.

martedì, dicembre 22, 2009

Pastorale 2009


L'ultima volta che la vidi passare fu forse 5 o 6 anni fa. Faceva freddo come oggi, ma oggi ho avvertito un certo calore.
Stanotte non so cosa mi ha permesso di svegliarmi, ma da lontato ho udito quel dolce suono composto di semplici strumenti: flauti, cornamuse, triangoli. Nel sonno ho udito note tenui e così mi son precipitato a prendere la vestaglia: era la Pastorale!

Così sul bordo del portone di casa mia ho atteso il suo passaggio.
Un gruppo di ragazzi (assieme al solito Johnny...) coraggiosi a sfidare il freddo per portare un po' di Natale a chi ci crede e a chi no.
Mancavano alcune persone che anni fa popolavano la mia corte. Eppure forse per un giorno son tornate. Così speravo mentre ascoltavo gli orchestranti. Costoro portavano quel tepore che molti non hanno perché sono pieni di altri pensieri, perché troppo spesso non possono permettersi pensieri gioiosi...

Così son tornato a casa a riposare, ma mentre m'immergevo sotto le lenzuola ho notato un oggetto che poco prima doveva essere caduto dalla mensola della mia stanzetta: ecco cosa mi doveva aver svegliato! Lo raccolgo e penso alle centinaia di volte che quell'oggetto è caduto... quella era senz'altro la prima volta che mi aveva destato di mattina presto...

lunedì, marzo 09, 2009

Come allora

Oggi non sono andato in laboratorio.
Ho avuto da fare.
Potevo andarci stasera col solito treno, ma non ci sono andato. Per un attimo, al telefono, parlando con mio fratello, mi è frullato nella mente di non prendere quel treno. Per una volta perdiamolo.

Mi son messo a studiare davanti al computer mentre mio padre mangiava in cucina il suo panino.
Finito il mio lavoro, mi son detto: "vado in cucina a trascorrere un pò di tempo con papà".

Mi son preparato anch'io il mio panino con prosciutto e formaggio, come ai vecchi tempi, come oggi, come questa sera.

Il fuoco acceso, papà ha cominciato a parlarmi della sua gioventù. 40 anni fa aveva la mia età o quasi.
Portava i telegrammi per le case. Si gudagnava il suo gruzzoletto soprattuto grazie ai regali che gli faceva la gente (non che lavorasse gratis...).
I miei anni '80 erano bei tempi, i suoi anche. L'infanzia e i 20 anni non tornano e proprio per questo sono i migliori.

Che bello ascoltarlo. Leggeva e scriveva lettere per chi era analfabeta... e negli anni 50 di lavoro di questo genere ce ne era da fare.

Come d'un tratto s'è alzato un vento violento. E noi due fermi a riflettere davanti al focolare.

Una volta qui c'era la nonna, più in là la mamma che cuciva. Immaginavo quella stanza di nuovo riempita dei nostri corpi.

Papà ha detto che non voleva facessimo la sua strada... perchè lui ne aveva fatte tante di vie eh eh...
e mi venivano in mente le passeggiate durante le sere d'estate e con la bici al mare...
Mamma era lì che ci guardava in un angolo, la nonna si scaldava al fuoco.

Per un attimo erano tornati i vecchi tempi...

domenica, maggio 04, 2008

Leggevo un articolo sulle pagine centrali di "La Repubblica" del 3 maggio 2008. Parlava di Eugenio Scalfari. La sua vita d'infanzia.

La sua vita povera, da piccolo. La semplicità dei gesti. La casa vecchia. I gatti, la puzza del piscio, le stanze povere, scure, i soldatini, il cavallo che dondola... i giochi del passato. E passare quelle lunghissime ore nella tristezza.

Di fronte c'era la piazzetta e adiacente la chiesa. Si andava, si recitava il rosaria assieme alla madre... gesti ripetitivi tant'è che si ricordano le preghiere in latino parola per parola...

E cosa pretendo io oggi... di tornare un attimo nel mio di passato... immergermi nelle giornate soleggiate dell'estati all'aperto a giocare nel tufo della villetta vicino casa... niente più...
m'immergo di nuovo e provo piaceri passati, riemersi...
ritrovo un bambino che voleva essere già ragazzo (ed oggi son uomo che vuole essere ancora ragazzo... che strana la vita!)...
gli amici... le giornate a leggere, giocare con le figurine ed io che spesso mi isolavo...
...il sole... le giornate piovose... la radiolina... il silenzio...
del presente non mi frega più niente...
...avevo sogni nel passato... grandi sogni... e sognavo...

Il passato... gran maestro...

venerdì, marzo 28, 2008

Ritorno alle origini...

Vecchi amici di un tempo passato. Eccolo lì... era bill... è tornato il mio vecchio amico di un'adolescenza ormai andata via. E' tornato ed è venuto a trovarmi...

Ricordi? Tanti...

Ripercorrere di nuovo quelle strade oggi troppo trafficate... non riuscivamo a sentirci parlare...

Avevo da dirgli tante cose... forse mi verranno in mente... forse non gli e le dirò...

non basterà mai il tempo...

e con bill il tempo sarà sempre poco...

sabato, novembre 17, 2007

Un giorno ancora

Cara nonna, da un pò mi mancava di udire qualche tua parola, qualche tuo stornello, filastrocca. Eri la mia enciclopedia vivente, come tutti i nonni del mondo, d'altronde, che hanno da raccontare ai propri figli e nipoti storie che sono di un carico di esperienza infinita. Avevi da raccontarmi la storia dei tuoi giorni carichi di angoscie e sfortune quando neanche maggiorenne ti ritrovasti a doverti occupare dei tuoi fratelli perchè tua madre e tua sorella grande non c'erano più. E come mi raccontavi che la sognavi ancora tua sorella e la riconoscevi, di come con grande armo e forza litigavi sul comune o contro quelle persone che volevano portarsi via i quadri dalla chiesa.
O quando per non perdere non so quale appuntamento ti alzasti così presto che forse erano le 4 del mattino o ti perdesti tra le vie di Casarano! Che risate sentirti raccontare dei tuoi primi giorni di scuola quando la maestra sol perchè parlasti con la tua compagna ti tirò un ceffone e tu con tutta la rabbia in corpo la mandasti a quel paese e le promettesti che non saresti più andata a scuola... e non ci andasti per davvero!

Indissolubile...

Coraggio e forza. Hai affrontato la vita come nessuno mi ha mai mostrato.

Quel caminetto, non è mica facile adesso accendere il fuoco senza vederti lì vicina, seduta sulla tua sedia ad aggiustarlo. Amavi stare lì presso quel calore e ogni tanto mi scaldavi le mani con le tue, facevi quel che potevi.

A mio fratello gli massaggiavi la spalla, mica l'ho dimenticato sai? Mica ho dimenticato le tue poesie?

Pure la mamma se ne andò un pò di anni fa. E da quel momento non sei stata più la stessa, nessuno è stato più lo stesso, ma tu avevi coraggio da vendere. E dicevi che quando sarebbe venuta la tua ora avresti voluto la banda che ti seguiva perchè quando passavi per le vie tutti dovevano sapere che stavi passando tu.
Non ti preoccupare nonna, il tuo passaggio non lo scorderà nessuno. Mi son detto, mentre ti seguivo nel corteo, se in quel momento stavi già battagliando con qualcuno lassù o dovunque tu eri affinchè non piovesse e tutto fosse rovinato... anche in questo caso hai vinto, durante il tragitto tutto si è calmato, anche la pioggia.

E così come ultimo grande desiderio inespresso in vita, la tua foto, così fiera e sorridente, si affaccia di fronte a quella della mamma... hai vinto ancora nonna...

Avrei voluto che mi tenessi le mani nelle tue ancora un altro giorno... un solo giorno ancora, ma tu hai preferito non farti trovare... almeno adesso stringi le mani della mamma.

mercoledì, agosto 22, 2007

Vecchi ricordi e amici incredibili

L'altro ieri, mentre mangiavo, mi è arrivato un saluto da parte di un amico che da un pò di tempo avevo conservato in un angolino della mente. Il saluto era indiretto però mi ha sorpreso il fatto che questo amico si ricordasse di me.
Noto che con i migliori amici non si può andare sempre daccordo, ma ci sono amici con i quali nonostante si litighi spesso poi entirno a far parte di quella schiera di amici indissolubili.
Questo mio amico era il mio padre spirituale, sì, era ed è un prete... per molto tempo si è pensato lo fosse per convenienza perchè così fuori dagli schemi, veniva a casa mia per mangiare, mi chiamava per uscire in giro, andare nei centri sociali, attirare gente nei bar anche se aveva il solito difetto di ogni prete: non ribellarsi alla gerarchia, ma in questo caso a me non interessava nulla.

Quando se ne andò lo fece in silenzio, non disse nulla, sgattaiolò senza farsi sentire...


E oggi si ricorda ancora di me, anche se lontano... un amico... esistono anche questi preti, rari, ma esistono... menomale...

venerdì, luglio 27, 2007

Coincidenze

26-07-2007
Mi appresto ad andare a Lecce in auto perchè mi attende uno degli esami più difficili della mia facoltà (Ingegneria): Teoria dei Segnali.
Mi presento, lo guardo, lo svolgo, ne esco contento.
Mi sento con la mia ragazza che mi dicie di sentirsi come se tutto andrà bene.

Notte...
Non è una buona notte in quanto tra un dolore di testa e il caldo, mi giro e rigiro perchè ho dei pensieri circa alcuni errori probabili commessi al compito ed in cuor mio spero di poterlo passare almeno con il minimo (18), almeno passarlo...

27-07-2007
Questa mattina mi sveglio nel fresco, cosa strana a Lecce d'estate. C'è un vento fresco che fa si che mi debba coprire con un lenzuolo! E' piacevole!
Non vado in facoltà; oggi ho trovato il coraggio di non andare dal prof per il semplice motivo che mi sentivo stanco e poi volevo essere tranquillo e riposato quando mi fossi presentato davanti a lui.
Ho ancora quei dubbi, ma gioco un pò a ping-pong con il mio compagno di appartamento, poi si va mangiare.
Ricevo un messagio di risposta da un mio amico che mi annunciava che i compiti erano stati corretti.
Lavo i piatti e scappo in facoltà dove il prof mi dice che mi attendeva stamattina; ora però deve fare un esame orale con un ragazzo che avevo già visto, ma col quale non avevo avuto modo di parlare, ma si sa, quando c'è da unirsi contro il comune nemico, l'esame, si eliminano barriere altissime.

Mezz'ora dopo...
Ritorno e attendo che finisca l'interrogazione. Quel ragazzo ha passato l'esame, lo saluto, gli faccio gli auguri, sempre con una spavalderia dentro la stanza del prof che mai avevo dimostrato.
Il prof mi sorride mi dà il compito e con profonda sorpresa osservo un numero assai fantastico: 27

Oggi è il 27-07-2007, ho preso 27 ad uno degli esami più difficili della mia facoltà...
oggi è il compleanno di mia madre...

Quest'anno gli auguri ce li diamo a vicenda...
AUGURI MAMMA!